MUSEO DEL VETRO | DELLA BOTTIGLIA

Il mondo del vetro e della bottiglia

Se vi dovesse capitare l’opportunità di una vacanza in Italia e in particolar modo in Toscana, vi consigliamo una visita al Museo della Bottiglia e del Vetro "John F. Mariani" di Montalcino, in provincia di Siena. Il museo si trova all’interno del Castello trecentesco di Poggio alle Mura, oggi conosciuto come Castello Banfi. All’interno troverete la storia illustrata della produzione del vetro dal V sec. a.C. fino ad oggi. Preziosi e unici, gli oggetti di vetro dell’antica Roma, che fanno parte di una delle più importanti collezioni private al mondo. Nel museo sono raccolte collezioni di antiche bottiglie in vetro da vino, bicchieri veneziani e opere di arte contemporanea, sempre in tema vetro e bottiglie.

Fra queste mura si trovano - perfettamente conservati e restaurati - un frantoio con un macchinario originale del 1857 e una scuderia. Fra i pezzi più antichi, come dicevamo, spiccano i piccoli oggetti di epoca romana in pasta vitrea, riconducibili al V e IV sec. a.C.; vasi e balsamari di vetro soffiato del I e II sec. d.C. e bottiglie e caraffe di vetro soffiato, appartenenti al IV e V sec. d.C. E già che siete in zona, non perdetevi il Jazz & Wine, che si terrà dal 18 al 23 luglio 2017, sempre a Montalcino.

Ancora in tema vetro e turismo, vi segnaliamo il Museo del Vetro di Murano (Venezia), un vero paradiso per chi ama il bello, la maestria artigiana, la tradizione e l’arte senza tempo. “Il Museo del Vetro di Murano venne fondato nel 1861, quando, superata la caduta della Repubblica di San Marco (1797) e i lunghi anni di dominazioni straniere, Antonio Colleoni, allora sindaco dell’isola, e l’abate Vincenzo Zanetti, cultore di arte vetraria, riuscirono a far approvare il progetto di istituire un archivio nel quale potessero essere raccolte tutte le opere che potessero illustrare la storia e la vita dell’isola.” http://museovetro.visitmuve.it/

All’interno del Museo si snodano diversi percorsi che raccontano la storia di questa materia magica e affascinante: dalle origini attraverso i secoli fino ai giorni nostri, si raccontano la vita e la civiltà di un popolo dedito alla lavorazione del vetro per usi comuni ed artistici, con punte di massima gloria nel Rinascimento ma anche con ritrovamenti archeologici di diversa provenienza. Ecco allora bottiglie, bicchieri, caraffe, ampolle, coppe, calici, vassoi, vasi artistici, lampade, lampadari… ma anche straordinarie riproduzioni di animali e poi ancora mosaici, perle, murrine e gotti, i caratteristici bicchieri (tutti pezzi unici), che i maestri vetrai usavano per bere quando lavoravano accanto alle loro fornaci di bottega.

All’inizio del 900 il vetro muranese assume un carattere di contemporaneità, lasciandosi contaminare dalla creatività di artisti di ogni genere, che scoprono nel vetro uno strumento particolarmente duttile e ispirante. Questo momento storico e artistico è nìben rappresentato dalle ciotole Art Noveau di Vittorio Toso Borella, dal vaso a filamenti policromi di Hans Stoltenberg Lerche per la F.lli Toso, le klimtiane lastrine in vetro mosaico di Vittorio Zecchin, realizzate dalla fornace Artisti Barovier. Tutti nomi che ancora oggi i collegano a produzioni artistiche e di design, con contaminazioni sempre più importanti con il mondo della casa e dell’arredo.

Dagli anni Quaranta agli anni Settanta, complice anche la rinascita economica del secondo dopoguerra, fiorisce un’intensa attività di ricerca e sperimentazione di nuove tecniche. Accanto alle procedure tradizionali del vetro pesante, si realizzano oggetti con vetro sommerso, ovvero composto da strati sovrapposti; si diffonde anche, grazie a Venini, la tecnica dell’incalmo, che unisce a caldo parti diverse e separate. Naturalmente si hanno anche lavorazioni con vetro soffiato, filigranate, incise e a soffiatura unica. Nel frattempo, si avvicinano al vetro designer stranieri come il finlandese Tapio Wirkkala, che infonde un’interpretazione del tutto personale all’oggetto-vetro.

Un capitolo a sé merita Lino Tagliapietra, abile e sensibile interprete della lavorazione del vetro, con opere di straordinaria bellezza. Le sue bottiglie, ma anche i suoi piatti e i suoi vasi, nonché le numerose “sculture” policrome, sorprendono per bellezza e maestria. Come non citare poi le ironiche e divertenti creazioni di Maria Grazia Rosin, un’artista che, attraverso la sua creatività, ha saputo avvicinare un pubblico sempre più vasto all’arte vetraria contemporanea.

 

Il mondo del vetro è tutto ciò: da un lato i maestri vetrai che difendono e coltivano al meglio le tradizioni più antiche,

dall’altro il mondo dell’arte che si lascia ispirare da una materia duttile, dinamica, affascinante per le possibilità infinite che offre in tema di interpretazione. Senza dimenticare le aziende (una volta semplici botteghe), che nel tempo hanno saputo adattarsi ai mutamenti del mercato per offrire un catalogo costantemente aggiornato e sensibile alle richieste dei potenziali clienti, sia in Italia che all’estero. Il gusto è in continua evoluzione, lo stile trova mille modi per esprimersi, fosse anche attraverso un semplice bicchiere, una bottiglia, un contenitore per un profumo pregiato, una caraffa che offre un ottimo vino, fino a tutte le dimensioni e alle tipologie intermedie fra calici, boccette e boccettini, ampolle e barattoli, uniti da un comune denominatore affascinante e intramontabile: il vetro.

 

 

 

Thursday, 18 May 2017 16:52

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